CORONAVIRUS: supporto alle imprese

Le principali misure contenute nel Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18

“Covid Ter” – Misure di potenziamento del sistema sanitario e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19


Sintesi a cura di Federcoop Romagna, 19 marzo 2020


 

Risposte ai quesiti sul Coronavirus

Federcoop Romagna ha attivato un piano per venire incontro alle aziende clienti che avessero bisogno di rivolgere quesiti veloci inerenti il Coronavirus.

È attiva la casella di posta elettronica faqcoronavirus2020@federcoopromagna.it che raccoglierà le domande di carattere operativo che le aziende intendono sottoporre.

Saranno raccolte e pubblicate periodicamente le FAQ in spazio apposito e visibile nella home page del nostro sito di Legacoop Romagna.


Spostamenti per motivi di lavoro

Alla mail faqcoronavirus2020@federcoopromagna.it è anche possibile richiedere:

  • dichiarazione del datore di lavoro per gli spostamenti di lavoratori residenti e/o domiciliati nelle zone rosse;
  • autocertificazione del lavoratore residente e/o domiciliato nelle zone rosse;
  • circolare e modulistica di attivazione delle procedure di lavoro agile.

 

Coronavirus FAQ: le domande più frequenti che sono state poste a Federcoop Romagna dalle imprese

 

Aggiornamento del 26/03/2020

 

  1. lavoro/gestione dipendenti (13 risposte);
  2. comportamenti aziendali (8 risposte – con 1 aggiornamento);
  3. misure di sostegno (4 risposte – con 2 aggiornamenti);
  4. burocrazia/Ateco/bilanci (6 risposte).

 

 

 

  1. Lavoro/gestione dipendenti

 

  • E’ vero che posso concedere ai dipendenti il “lavoro agile” senza fare un accordo individuale?

Con riferimento al DPCM 1° marzo 2020, la modalità di svolgimento  del lavoro agile, disciplinata dagli artt. da 18 a 23 della legge 81/2017, può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza, dai datori di lavoro ad ogni rapporto di lavoro, nel rispetto dei principi adottati dalle menzionate disposizioni, sull’intero territorio nazionale,  anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti. E’ necessario rispettare comunque gli obblighi di informativa in materia di sicurezza, che possono essere assolti per via telematica, anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile dall’INAIL sul proprio sito.

 

  • Posso coprire con ferie e permessi le assenze dal lavoro derivanti dalla sospensione lavorativa?

Si, preferibilmente con la condizione che il lavoratore sia d’accordo. E’ comunque sempre preferibile accedere agli ammortizzatori sociali disponibili.

 

  • Ho diritto ad accedere ad ammortizzatori sociali per il personale a casa? Quali?

Si,  possono accedere alla CIGO (Cassa integrazione guadagni ordinaria) direttamente le aziende industriali/edili o, tramite il FIS, le aziende del terziario/commercio con più di 15 dipendenti. La causale sarà evento EONE (evento oggettivamente non  evitabile) per effetto di un provvedimento della Pubblica Amministrazione.

Per le aziende non coperte da tali ammortizzatori sarà possibile accedere alla Cassa in Deroga in base all’accordo raggiunto nella Regione Emilia-Romagna il 6 marzo 2020, operativo, ad oggi, per il periodo dal 23.2 al 22.3.

 

  • I dipendenti possono rifiutare di andare presso terzi/clienti?

Si, ma solo nella zona rossa.

 

  • Come ci si deve comportare per la gestione delle insegnanti e degli addetti della segreteria di un nido chiuso?

Se il nido è chiuso, tutto il personale (educativo ed amministrativo)  si asterrà dal servizio e sarà posto in ferie o, preferibilmente, in godimento degli ammortizzatori sociali.

 

  • Come ci si deve comportare nella gestione di una mensa scolastica (chiusa) in merito all’integrazione salariale?

Se la scuola  è chiusa, la mensa non sarà operativa in quanto “colpita” indirettamente dai provvedimenti restrittivi. Quindi  il personale addetto,  se non è possibile adibirlo ad altre attività, si asterrà dal servizio e sarà posto in ferie o preferibilmente in godimento degli ammortizzatori sociali, in particolare CIGO (CASSA integrazione ordinaria) richiesta per causale EONE (evento oggettivamente non evitabile) a zero ore o ad orario ridotto.

 

  • E’ possibile godere anticipatamente delle ferie che matureranno in corso di anno?

Si, se vi è accordo fra datore di lavoro e lavoratore. Ma è preferibile tracciare per iscritto, fra le parti, tale comportamento.

 

  • Quale è l’ammontare del trattamento di cassa integrazione riconosciuta dall’INPS?

E’ l’80% dello stipendio,  con un massimo di 939,89 euro al mese (quindi da frazionare a ore) per i soggetti che hanno una retribuzione lorda, compresi i ratei di 13° e 14°, inferiore a 2.159,48 euro; elevato a 1.129.66 euro al mese, da rapportare a ore, per i soggetti che hanno una retribuzione lorda mese, compresi i ratei di 13° e 14° superiore a 2.159,48 euro.

 

  • In quali casi interviene la cassa integrazione in deroga?

Per rispondere alla domanda riportiamo il comunicato in materia  diffuso dalla  Agenzia lavoro della Regione Emilia-Romagna:

NOTA CIG IN DEROGA – ART. 17 – DL 9/2020 “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”

In attesa che vengano emanate dal Governo ulteriori disposizioni per il sostegno al reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro o la cui attività è ridotta a causa dell’emergenza sanitaria, possono accedere alla cassa integrazione in deroga tutti i datori di lavoro privati di tutti i settori solo se non possono fruire in concreto di ammortizzatori ordinari di cui al D.lgs. 148/2015 (CIGS, CIGO, FIS e Fondi di solidarietà bilaterale), anche perché ne hanno già fruito nei limiti massimi previsti.

Beneficiano del trattamento di cig in deroga tutti i lavoratori con qualsiasi tipologia di contratto di lavoro subordinato, compresi i lavoratori agricoli e i soci lavoratori di società cooperative.

Possono accedere quindi alla CIG in deroga i datori di lavoro privati che:

– occupano da 1 a 5 dipendenti compresi, che non aderiscono ai Fondi di solidarietà bilaterale attivi, in quanto non hanno a disposizione alcun altro ammortizzatore sociale

– operano in settori esclusi da qualsiasi forma di sostegno al reddito

– occupano da 6 a 15 dipendenti compresi e accedono al FIS, solo nel caso in cui non possono beneficiare dell’assegno di solidarietà in quanto l’evento non è riconducibile alla causale di riduzione di eccedenze di personale derivanti da licenziamenti collettivi, plurimi o per giustificato motivo oggettivo

– occupano più di 15 dipendenti e accedono al FIS, solo se hanno già fruito dell’assegno ordinario nei limiti massimi previsti

– rientrano nell’ambito della CIGO, solo se hanno già fruito dei limiti massimi previsti e se non hanno disponibilità di ricorrere alla CIGS

– rientrano nell’ambito della CIGS solo se hanno già fruito dei limiti massimi previsti e che non hanno la disponibilità di ricorrere alla CIGO. Il comma 3 dell’art. 2 del Decreto del Ministro del Lavoro n. 94033 del 13 gennaio 2016 prevede la concessione della CIGS qualora la crisi aziendale sia conseguente ad un evento improvviso e imprevedibile esterno alla gestione aziendale

– pur potendo fruire degli ammortizzatori di cui al D.lgs. 148 del 14 settembre 2015 sopra indicati, i propri lavoratori che non possiedono i requisiti di accesso a tale disciplina

– aderiscono ai fondi di solidarietà bilaterale attivi, solo se hanno superato i limiti temporali del trattamento disposti dalla disciplina del fondo stesso.

Il trattamento di CIG in deroga decorre retroattivamente dal 23 febbraio.

Tutte le informazioni utili sulle modalità e sulla decorrenza di invio delle domande di CIG in deroga e della relativa modulistica e sull’evoluzione della normativa verranno pubblicate sul portale web dell’Agenzia regionale per il lavoro alla pagina http://www.agenzialavoro.emr.it/notizie/2020/cassa-integrazione-in-deroga-decreto-legge-n-9-del-2-marzo-2020

 

  • Alla luce di quanto previsto al punto 8 del Protocollo 14/2000 (“sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate o organizzate”), si chiede come giustificare (relativamente ai controlli di terzi ed alla tutela dei lavoratori) le trasferte aziendali che sono “indispensabili alla produzione” (allestimento e manutenzione di frigoriferi nel comparto agroalimentare, che non si è fermato).

Riteniamo che le “trasferte” dei lavoratori, in quanto insite nella modalità di svolgimento della attività professionale  che impone di recarsi presso i clienti per eseguire una prestazione (manutenzione e montaggio presso terzi di impianti), alla stregua della attività gli autotrasportatori,  non debba essere sospesa. Più che di “trasferta” si tratta infatti di modalità specifica di svolgimento dell’attività lavorativa,  che va eseguita in tutti quei casi dove le circostanze non consentano un rinvio.

I lavoratori dovranno essere dotati dei dispositivi di protezione individuale previsti dal protocollo, così come la cooperativa dovrà assicurarsi che il cliente, nell’accesso ai fornitori abbia regolamentato l’accesso stesso e  assicuri le misure di protezione individuale  (distanza di almeno un metro).

Il lavoratore dovrà avere con se la dichiarazione del datore di lavoro che attesta lo spostamento ed i motivi dello stesso.

 

  • I permessi Legge 104/92 previsti dall’art.24 del D.L.18/2020, nella misura di dodici per i mesi di marzo e aprile, sono aggiuntivi o comprensivi dei 6 (3+3) ordinari?

I permessi devono intendersi aggiuntivi a quelli ordinariamente previsti dalla L.104/92.

 

  • L’utilizzo degli ammortizzatori sociali impone il godimento precedente di tutte le ferie e permessi maturati e non goduti?

No, il godimento di ferie e permessi maturati e non goduti non è condizione preclusiva per l’accesso alla Cigo con causale Covid-19 e all’Assegno ordinario in ambito Fis; tale condizione, se verranno confermate le indicazioni attuate  in passato, potrebbe essere preclusiva per l’accesso alla cassa in deroga. Le condizioni saranno stabilite nell’Accordo regionale di prossima definizione.

 

  • Si può già utilizzare il congedo straordinario per i genitori con figli di età inferiore ai 12 anni?

Si, non deve retroagire oltre il 5 marzo scorso, non sono ancora note le modalità con cui avanzare la richiesta all’Inps, ma  la disposizione si ritiene sia operativa.

 

 

  1. Comportamenti aziendali

 

  • Come ci si deve comportare se le aziende clienti richiedono un’autocertificazione (da parte del presidente) attestante che le persone che svolgeranno servizio non sono infette?

Il presidente non può rilasciare autocertificazioni con il contenuto citato. Al massimo possono farlo, se lo ritengono, le singole persone, dichiarando che, al momento del rilascio della autocertificazione, non hanno i sintomi  del virus.

 

  • Avremmo necessità di indicazione sui comportamenti da tenere in merito a: limitazione dell’apertura al pubblico dell’ufficio; comunicazione da inviare ai fornitori per evitare i contatti personali e quindi preferire contatti telefonici e via e-mail; a fine marzo, come per tutte le cooperative, dovrà tenersi la riunione del consiglio di amministrazione per la redazione del bilancio e la convocazione dell’Assemblea ordinaria dei Soci: il consiglio deve adottare altre misure di incontro o evitarle? Vi sono disposizioni sul rinvio di ogni adempimento relativo alla redazione del Bilancio ed alla sua approvazione in Assemblea?

Quanto alle limitazioni, forse varrebbe la pena che suggeriste via mail e telefonicamente ai frequentatori (fornitori ed altri) della sede sociale di astenersi – in questa fase – dalle visite presso la stessa, anche individuando uno spazio intermedio (senza accesso diretto agli uffici, quindi) per la consegna del materiale di lavoro.

Il testo della comunicazione scritta potrebbe essere il seguente:

“…Con la presente siamo a  richiedere, nel rispetto delle disposizioni emanate dal DPCM 8 marzo 2020 e successive, di evitare in questa fase le visite presso la nostra sede, limitandoti a contatti telefonici ed all’invio di mail.  In ogni caso, vi fossero improrogabili esigenze d’incontro, preghiamo di voler telefonare al……. per fissare un appuntamento formale, che sarà nostra cura svolgere nel rispetto delle norme vigenti e del buonsenso cui tutti siamo chiamati. Preghiamo invece di voler evitare gli incontri estemporanei presso la nostra sede, evitando di recarsi presso la stessa senza preavviso alcuno.”.

Quanto al rinvio degli adempimenti formali, il D.L. Covid Ter del 17 marzo ne ha previsti molti. Sugli stessi, rinviamo alla sintesi già pubblicata ed ai singoli uffici di riferimento di Federcoop Romagna.

 

  • Alla luce dell’art. 88 del DL “Cura Italia”, è possibile prevedere che anche servizi turistici non legati strettamente allo “spettacolo di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, e di biglietti di ingresso ai musei e agli altri luoghi della cultura”, come i Parchi e riserve naturali, proposte eno-gastronomiche, offerte benessere, ecc. possano restituire al cliente che ha prenotato e già pagato il voucher valido per un anno? Così come avviene per uno che ha prenotato un museo, per esempio.

Per identificare i “musei e gli altri luoghi della cultura” a cui è stata estesa la possibilità di emettere i voucher, si fa riferimento all’art. 101 del D.Lgs. n. 42/2004 che cita: 1. Ai fini del presente codice sono istituti e luoghi della cultura i musei, le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali; 2. Si intende per: a) “museo”, una struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalita’ di educazione e di studio; b) “biblioteca”, una struttura permanente che raccoglie e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio; c) “archivio”, una struttura permanente che raccoglie, inventaria e conserva documenti originali di interesse storico e ne assicura la consultazione per finalita’ di studio e di ricerca. d) “area archeologica”, un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o strutture preistorici o di eta’ antica; e) “parco archeologico”, un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all’aperto; f) “complesso monumentale”, un insieme formato da una pluralita’ di fabbricati edificati anche in epoche diverse, che con il tempo hanno acquisito, come insieme, una autonoma rilevanza artistica, storica o etnoantropologica.

Pertanto, una prima lettura parrebbe escludere i titoli di ingresso a parchi e riserve naturali, proposte eno-gastronomiche, ecc., dalla suddetta disposizione.

Per quanto riguarda le “offerte benessere”, il medesimo art. 88, estende però la possibilità di emissione dei voucher, oltre che al rimborso di titoli di viaggio e di pacchetti turistici (già previsti dall’art. 28, DL 2 marzo 2020, n. 9), anche ai contratti di soggiorno; a tale proposito pare necessario attendere le opportune precisazioni per capire esattamente cosa possa rientrare nella suddetta fattispecie.

 

  • Per i verbali di contravvenzioni stradali che scadono in questi giorni oppure quelli che arrivano e che sarebbero da pagare entro 5 giorni per avere l’importo ridotto, rimangono le vecchie scadenze o ci sono delle deroghe?

A seguito della pubblicazione sulla G.U. n. 62 del 9 marzo 2020 del DPCM 9 marzo 2020, il Ministero dell’Interno, con circolare 13/3/2020 n. 2090, ha fornito ulteriori disposizioni attuative in materia di verbali al codice della strada, estendendo all’intero territorio nazionale la sospensione dei termini di notifica, pagamento e ricorsi.

In considerazione del combinato disposto di cui al comma 18 dell’art. 10 del D.L. 2 marzo 2020, n. 9 e dell’art. 1, comma 1, DPCM 9 marzo 2020, per i soggetti residenti, aventi sede operativa od esercitanti la propria attività lavorativa, produttiva o di funzione nell’intero territorio nazionale, sono da intendersi sospesi i termini di notificazione dei processi verbali al Codice della Strada e Leggi collegate, di esecuzione del pagamento in misura ridotta, di svolgimento di attività difensiva e per la presentazione di ricorsi giurisdizionali, a decorrere dalla data del 10 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020.

 

  • (dopo le misure relative a Rimini) Si può tenere aperta la sede di Riccione in ragione del fatto che da lí si coordinano servizi pubblici essenziali (pulizie ospedali, assistenza domiciliare, RSA);

Potete tenere aperta la sede di Riccione, in ragione di quanto contenuto nel punto 2. dell’ordinanza 44/2020 della Regione Emilia-Romagna, che esclude dall’obbligo di chiusura le attività “……strumentali alla erogazione dei servizi pubblici e dell’attività delle pubbliche amministrazioni”.

 

  • Visto che per sistematica attività di sanificazione degli ambienti di lavoro si intende – giá dai provvedimenti precedenti – l’attività svolta presso luoghi di lavoro aperti, è possibile effettuare la sanificazione straordinaria preventiva o riparativa anti Covid19, nelle imprese nel frattempo chiuse?

Sì, si può effettuare l’attività di sanificazione straordinaria preventiva o riparativa anche nelle imprese chiuse.

 

  • Se la mia attività rientra tra quelle chiuse da mercoledì 25/3/2020, posso sospendere la produzione ma comunque continuare la consegna a domicilio anche dopo?

La consegna a domicilio è espressamente prevista dal dpcm 11 marzo per i servizi di ristorazione. Per quanto riguarda le attività diverse da queste, riportiamo di seguito la risposta fornita dalla Regione Emilia-Romagna che, a seguito del decreto del 20 marzo relativo alla Provincia di Rimini che, alla luce del dpcm 22 marzo, riteniamo possa contenere indicazioni valide per l’intero territorio. “16.  È consentita la consegna a domicilio di prodotti alimentari, o di altro genere? Sì. La vendita di prodotti di qualsiasi genere merceologico è sempre consentita quando è prevista la consegna al domicilio del cliente, sia per quanto riguarda la spesa alimentare e di prodotti agricoli, la consegna di alimenti e bevande (c.d. delivery), la vendita tramite e-commerce, per televisione e per corrispondenza, radio e telefono”.

 

  • Se si, posso continuare solo per le merci che mi sono state ordinate prima dell’ultimo decreto o posso comunque continuare anche per gli ordinativi giunti successivamente?

Se l’attività di produzione è sospesa, ma è presente merce in magazzino, può essere ceduta con le modalità individuate nella risposta precedente.

 

  • A seguito di vendita della sede legale, la nostra cooperativa deve lasciare l’immobile alla data del 1° aprile 2020, scadenza garantita da fidejussione bancaria. Purtroppo, non essendo pronta la nuova sede, stiamo tentando di rinegoziare con il nuovo proprietario la data di rilascio dell’immobile. Chiede, a tal proposito, se fra le diverse scadenze prorogate nei provvedimenti legati all’emergenza coronavirus, esista anche qualcosa riferibile ai contratti di vendita e rilascio immobili, come nel caso specifico.

Il DPCM del 22/03/20 ed il D.L. n. 18 del 17/03/20 non disciplinano il vostro caso specifico. In particolare, l’all. 1 al DPCM del 22/03/20 elenca le attività produttive con i relativi codici Ateco che possono proseguire anche durante l’emergenza sanitaria, mentre il quesito posto riguarda non lo svolgimento o la sospensione dell’attività d’impresa della Cooperativa, bensì il trasloco dalla vecchia sede (venduta ad altri) alla nuova sede, che ancora non risulta essere pronta. Si tenga presente che i provvedimenti codiv-19 hanno sospeso le attività nei cantieri, così come altre attività. Pertanto, se la nuova sede non è pronta per il fermo del cantiere o per il blocco di forniture di beni, la Cooperativa non è nelle condizioni di trasferire la propria sede per causa di forza maggiore (coronavirus) e per factum principis (cioè per disposizione dell’Autorità pubblica sempre collegata al coronavirus). Tale impossibilità al trasferimento di sede, quindi, non sarebbe imputabile a fatto o colpa della Cooperativa, con la conseguenza che quest’ultima non ne risponderebbe. In altri termini, non sarebbe possibile l’escussione della fideiussione in quanto il mancato trasferimento di sede entro il termine stabilito contrattualmente non è imputabile alla Cooperativa, ma a causa di forza maggiore e factum principis. Ne deriverebbe la necessità di rinegoziare con il nuovo proprietario dell’immobile un’altra data per il suo rilascio, che sia compatibile con i provvedimenti governativi covid-19. Al fine di rendere la presente risposta più incisiva nei confronti del nuovo proprietario dell’immobile, è consigliabile che la Cooperativa ponga un quesito alla Prefettura territorialmente competente, al fine di ottenere da questa una risposta che si ritiene possa essere aderente a quanto sopra espresso.

 

 

  1. Misure di sostegno

 

  • In riferimento all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ed alla chiusura di tutte le strutture sportive gestite direttamente dalla cooperativa o da società sportive controllate, si richiedono alcuni interventi di sostegno delle nostre Società che, come noto, vivono di entrate dirette dalla vendita dei propri servizi e che in questo momento, e non sappiamo per quanto, sono sospese. In particolare si chiede che: i Comuni e/o i privati, proprietari degli impianti in questo periodo rinuncino definitivamente ai canoni concessori; i lavoratori della cooperativa e i collaboratori autonomi (contratti sportivi) siano sostenuti con ammortizzatori sociali ad hoc che vanno da zero creati per decreto legge urgente in loro favore, visto che quelli già esistenti per gli altri lavoratori non sono loro applicabili; sia disposta una moratoria medio-lunga del rimborso del capitale delle rate dei mutui legati alla costruzione, ristrutturazione o rinnovamento di impianti di proprietà pubblica, con accollo ex lege da parte degli enti pubblici proprietari degli interessi passivi che nel frattempo matureranno; sia concesso un adeguato allungamento dei periodi di concessione degli impianti di proprietà pubblica, così da permettere un adeguato ristoro al danno già subito dai gestori; sia concesso un allungamento adeguato per gli ammortamenti di bilancio, fin dall’esercizio in corso, per evitare che i bilanci di esercizio 2020 delle SSD si chiudano in stato di insolvenza; sia offerto un contributo per il pagamento delle utenze energetiche fino a quando sarà possibile, si spera, riattivare i flussi di cassa una volta cessata l’emergenza; Sospensione del pagamento di noleggio attrezzature o royalty finalizzate ad attività e servizi interrotti a causa della chiusura delle strutture; Possibilità di contrarre mutui agevolati per sostenere manutenzioni straordinarie finalizzate alla riqualificazione dell’impianto e al contenimento dei costi nel momento in cui ripartirà l’attività.

Relativamente al contenuto del vostro appello che contiene svariate richieste, possiamo affermare che, sia relativamente ai lavoratori, ai dipendenti, ai collaboratori, sono state garantite misure di sostegno all’interno del D.L. Covid Ter del 17 marzo 2020. La struttura di Federcoop Romagna è già in campo per esaminare le opportunità, caso per caso. Su https://www.federcoopromagna.it/wp-content/uploads/2020/03/Sintesi-del-D.L.-Covid-ter-marzo-2020-19-marzo-2020.pdf sono disponibili gli approfondimenti.

Inoltre, gli istituti di credito si stanno già muovendo nella direzione da voi indicata, concedendo moratorie eccezionali collegate al rallentamento/chiusura delle attività per Coronavirus, sia sui mutui privati che di aziende. In particolare, è utile ricordare l’accordo ABI del 10 marzo 2020 (possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento dei prestiti concessi fino al 31 gennaio 2020 alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19”). In base allo stesso, la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere richiesta fino a un anno. L’allungamento dei mutui, per un periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento, che può arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento.

 

  • Alla mia cooperativa è stato impedito di fatturare “per decreto”. Ci occupiamo infatti di spettacolo e, per questo, abbiamo staccato l’ultima fattura a fine febbraio (anche se gli annullamenti delle date sono stati anche precedenti) e non fattureremo almeno fino al 3 aprile. Cosa dobbiamo fare?

Capiamo benissimo le difficoltà indicate, che rappresentano una sintesi di quel che, purtroppo, sta avvenendo a tutte le cooperative che si occupano di spettacolo, intrattenimento,  organizzazione di eventi.

Il Decreto Covid Ter, del 17 marzo 2020, ha garantito alcune modalità di sostegno economico alle imprese che hanno subìto conseguenze economiche negative evidenti a causa dei blocchi imposti dal Coronavirus. Inoltre, per il mese di aprile, è preannunciato un nuovo provvedimento e Legacoop Romagna, unitamente alle strutture nazionale e regionale, è già in campo perché l’impegno a favore delle imprese sia ampio e facilmente attribuibile. Naturalmente, la struttura di Federcoop Romagna, che ha già sintetizzato il provvedimento di marzo, con i suoi consulenti è pronta a supportare le imprese nella fase di esame delle opportunità offerte.

  • Ho letto dell’avvio di una moratoria da parte di ABI (l’Associazione bancaria italiana). Potete riassumerla, specificando a chi si rivolge e con quali condizioni?

L’Abi ha emanato una circolare datata 24 marzo 2020 sulle misure a sostegno della liquidità per le imprese danneggiate da Covid-19 contenute nel decreto legge 17 marzo 2020, n. 18. Il decreto ha introdotto una serie di disposizioni a sostegno della liquidità delle imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica. In particolare, l’Abi ha fornito prime istruzioni sulla moratoria straordinaria dei prestiti e delle linee di credito concesse da banche e intermediari finanziari a micro, piccole e medie imprese e sui nuovi interventi del Fondo di garanzia per le Pmi, illustrando i principali aspetti delle misure di sostegno al credito, coordinandosi con alcune prime indicazioni fornite dal ministero dell’Economia e delle finanze con specifiche Faq del 22 marzo 2020, pubblicate in risposta alle richieste di chiarimenti avanzate proprio anche dall’Abi. Relativamente alle misure di sostegno finanziario (articolo 56, comma 2) anche in base alle risposte del Mef, l’Abi ha precisato che il rimborso dei prestiti non rateali che scadono prima del 30 settembre 2020 sarà quindi posticipato, senza alcuna formalità, al 30 settembre 2020, alle medesime condizioni; gli eventuali elementi accessori al contratto di finanziamento sono prorogati coerentemente senza formalità. Sul punto l’Abi ha precisato che nella proroga per «elementi accessori» si devono intendere tutti i contratti connessi al contratto di finanziamento, tra i quali, in particolare, garanzie e assicurazione (nonché i contratti in derivati) Tutti questi contratti saranno quindi prorogati senza formalità. Lo stesso meccanismo di proroga automatica verrà applicato anche per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi sui crediti esistenti. Infine è stato chiarito che il periodo di sospensione dai pagamenti comprende anche le rate in scadenza il 30 settembre 2020, ossia le rate in scadenza al 30 settembre non dovranno essere pagate. Riguardo ai soggetti beneficiari delle misure di moratoria l’Abi ha ricordato che potranno richiedere queste misure le micro, piccole e medie imprese (Pmi), con sede in Italia, appartenenti a tutti i settori, come definite dalla Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003, che hanno subito in via temporanea carenze di liquidità per effetto dell’epidemia. QLa platea: Pmi,vale a dire le imprese con meno di 250 dipendenti e con fatturato inferiore a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro; lavoratori autonomi titolari di partita Iva tra cui i professionisti e le ditte individuali. Per usufruire delle misure di favore i beneficiari non devono avere posizioni debitorie classificate dalla regolamentazione bancaria come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. Inoltre i “candidati” non potranno avere rate insolute anche parzialmente da oltre 90 giorni. Per ottenere la moratoria i beneficiari dovranno inviare una specifica richiesta via Pec, oppure attraverso altre modalità che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa, autocertificando di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da Covid-19. Le banche saranno tenute ad accettare le comunicazioni di moratoria se rispettano i requisiti, ma non dovranno verificare la veridicità delle autodichiarazioni effettuate dalle imprese.

  • Sono a chiedervi se per una nuova azienda (costituita in questi giorni) da giovani ragazzi, per realizzazione mascherine chirurgiche (ed altro) a protezione individuale, ci sono dei contributi statali o altro.

L’ordinanza n.4/2020 emanata il 24 marzo, che disciplina i requisiti di ammissione e la modalità di richiesta degli incentivi per la produzione e la fornitura di dispositivi medici di cui all’art. 5 del decreto “Cura Italia”, indica l’opportunità di un finanziamento a tasso zero, che però si  può “trasformare”, in tutto o in parte, in contributo a fondo perduto, qualora l’entrata in produzione avvenga entro sei mesi dalla notifica del provvedimento di ammissione: prima avviene l’entrata in produzione, maggiore è l’importo che non dovrà essere restituito. La richiesta si presenta online a partire dal 26 marzo e riguarda gli interventi di ampliamento e riconversione di unità produttive esistenti.

Purtroppo, però, una newco non potrebbe ottenere i finanziamenti, poiché: 1 – se si è costituita  in questi giorni non è in grado di avere l’iscrizione al Registro delle Imprese (art. 4); 2 – si parla di ampliamento della capacità produttive o della riconversione di una unità produttiva esistente.(art. 5), quindi necessita già di una linea produttiva per attività operante di cui si prevede di ampliare oppure possiede linee produttive diverse da quello in oggetto dell’ordinanza.

 

  1. Burocrazia/Ateco/Bilanci

 

  • In questo periodo di chiusura forzata degli esercizi, occorre effettuare qualche operazione con i nuovi registratori telematici?

 

La situazione particolare che stiamo vivendo, può rientrate nella casistica indicata nell’allegato con le specifiche tecniche del RT in cui si dice che: “Nel caso di interruzione dell’attività per chiusura settimanale, chiusura domenicale, ferie, chiusura per eventi eccezionali, attività stagionale o qualsiasi altra ipotesi di interruzione della trasmissione (non causata da malfunzionamenti tecnici dell’apparecchio), il Registratore Telematico, alla prima trasmissione successiva ovvero all’ultima trasmissione utile, provvede all’elaborazione e all’invio di un unico file contenente la totalità dei dati (ad importo zero) relativi al periodo di interruzione, per i quali l’esercente non ha effettuato l’operazione di chiusura giornaliera”.

Pertanto, non sono necessari adempimenti o comportamenti particolari in seguito all’adozione del RT.

Semplicemente, così come avviene nel caso delle ferie programmate in condizioni normali, sono i RT stessi, una volta rilevato che la chiusura di cassa non è stata effettuata per oltre 24 ore, che interrompono le trasmissioni.

Alla riapertura dell’attività, prima di poter emettere il primo documento commerciale, sarà necessario generare un flusso di “assenza di dati”. Questa procedura, che materialmente viene espletata in maniera diversa a seconda dell’apparecchio utilizzato, sostanzialmente va a creare un file XML corrispettivi che segnala all’Agenzia delle Entrate che a partire dalla data dell’ultima chiusura di cassa regolarmente effettuata, e fino alla riapertura, non sussistono corrispettivi.

Si ricorda che gran parte dei RT dispongono di automatismi che producono automaticamente la trasmissione “assenza di dati”, mentre altri forniscono un alert segnalando all’operatore che tale operazione deve essere compiuta, con modalità proprie per ciascun RT.

Si consiglia, pertanto, di verificare le istruzioni dell’apparecchio utilizzato per essere consapevoli di quale meccanismo lo stesso adotti, meccanismo che è lo stesso nel caso di chiusura infrasettimanale. Non rileva infatti, in alcun modo, la durata del periodo di chiusura.

 

  • L’art. 106 del decreto “Cura Italia” ha prorogato il termine per la convocazione delle assemblee di approvazione del bilancio. E’ necessario convocare un CdA entro fine marzo per deliberare lo sfruttamento del maggior termine?

Poiché per disposizione del presente decreto l’assemblea di bilancio di esercizio 2019 è convocata (e non “può essere” convocata) entro centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio, si ritiene che non sia necessario convocare entro il mese di marzo 2020 il CdA che deliberi il differimento dei termini di convocazione della suddetta assemblea di bilancio. Il CdA dovrà essere convocato invece entro maggio 2020 per l’approvazione della bozza di bilancio da sottoporre all’approvazione dell’assemblea di cui sopra.

 

  • Codice ATECO: che cos’è?

Il codice ATECO (ATività ECOnomiche) rappresenta un codice alfanumerico e viene fornito dalla Camera di Commercio all’apertura di una nuova attività. Deve essere comunicato all’Agenzia delle Entrate, specificando tila pologia dell’attività che si vuole andare a svolgere (basandosi proprio sulla classificazione Ateco 2007). Il Codice ATECO rappresenta la categoria di pertinenza dell’attività economica che si sta svolgenso ai fini fiscali.

  • Codice ATECO: su quali documenti lo posso verificare?

I codici ATECO possono essere consultati tramite Cassetto Fiscale personale Aziendale oppure nella Visura Camerale; i dati comunicati all’Agenzia delle Entrate ed alla Camera di Commercio dovrebbero corrispondere. Per verificare se si sta utilizzando il codice ATECO corretto, si può si può utilizzare lo strumento di ricerca Ateco presente sul sito dell’ISTAT. In ogni caso, naturalmente, gli uffici di Federcoop sono pronti in ogni momento a supportare la verifica.

  • Codice ATECO: se in questi giorni intendessi cambiare la mia produzione, adeguandola alle esigenze dell’emergenza Covid-19, lo posso modificare? Se si, come?

Ad ogni azienda possono essere attribuiti più codici ATECO: quindi, nel caso si volessero iniziare nuovi processi produttivi con attività diverse rispetto alla principale, occorre (verificando se lo statuto lo prevede) comunicare alla Camera di Commercio ed all’Agenzia delle Entrate, il nuovo codice ATECO 2007, con la data di decorrenza di inizio attività.

  • IDPI, gli estintori, e tutte le varie attrezzature anche come GRU, scadenti in questo periodo, sono prorogate? Si possono quindi utilizzare senza aver fatto le manutenzioni e/o le revisioni periodiche?

Al momento non sono note disposizioni di proroga specificamente rivolte alle scadenze oggetto del quesito. A tale proposito, si rende noto che la Rete delle professioni tecniche (RPT), considerate le limitazioni imposte dai  vari Dpcm che si sono susseguiti nel mese di marzo sull’emergenza Covid-19, ha formulato una richiesta al Capo dei VV.F.  chiedendo il differimento e la proroga delle scadenze in materia di sicurezza antincendio e sottolineando che ne risentiranno le attività legate a scadenze temporali che non sarà possibile ottemperare per ragioni di rallentamento e blocco delle attività professionali, per inaccessibilità ai luoghi e per impossibilità a completare le opere di adeguamento previste.

La RPT cita a titolo di esempio:

  1. Integrazioni alle richieste di valutazione dei progetti di prevenzione incendi, con termine entro cui trasmettere la documentazione, pena la chiusura dell’istruttoria VVF con parere negativo al progetto (art. 3 comma 3 DPR 151/2011)
  2. Integrazioni alle istanze di deroga di prevenzione incendi, con termine entro cui trasmettere la documentazione, pena la chiusura dell’istruttoria VVF con parere negativo alla richiesta di deroga:
  3. Attestazione di rinnovo periodico della conformità antincendio (cadenza quinquennale – art. 5 DPR 151/2011)
  4. Termini entro cui “conformare alla normativa antincendio ed ai criteri tecnici di prevenzione incendi” le attività sottoposte a controlli di prevenzione incendi (art. 4 commi 2 e 3 DPR 151/2011) presso le quali siano state “accertate carenze dei requisiti e dei presupposti per l’esercizio delle attività”
  5. Ottemperanza alle prescrizioni dei Vigili del Fuoco per violazioni di cui all’art. 20 del Dlgs 758/1994, per le attività oggetto di accertamento con determinazione di una scadenza entro cui realizzare gli adeguamenti di prevenzione e protezione antincendio

Per le scadenze elencate e per ogni altro termine temporale in materia di sicurezza antincendio per il quale l’emergenza in oggetto ne impedisse l’ottemperanza, la RPT ha chiesto al Comando dei VV.F. il differimento per un periodo congruo alla durata delle restrizioni imposte alle attività produttive e professionali, comunque non inferiore a 120 giorni dalla ripresa delle attività dei Comandi territoriali, salvo giustificati motivi di emergenza o priorità definite dagli stessi.

In attesa di chiarimenti da parte degli organismi competenti, è opportuno effettuare una verifica con i consulenti di riferimento in materia antinfortunistica D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. e con i propri fornitori esterni deputati allo svolgimento delle prove tecniche.

Da ultimo, si precisa che per alcune verifiche occorre la presenza di personale AUSL che poi rilascia un verbale di avvenuta verifica: al momento presumiamo che i sopralluoghi presso le aziende siano sospesi.

Aggiornamento 26/3


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