Emergenza epidemiologica COVID-19: il nuovo D.P.C.M. 8 marzo 2020 e le note esplicative successive

Prime indicazioni da parte di Legacoop Romagna e Federcoop Romagna, relative alle misure di emergenza (all’interno delle quali resta possibile lo spostamento per lavoro e per spedizione merci).

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 prevede Misure urgenti di contenimento del contagio nella Regione Lombardia e nelle Provincie di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro– Urbino, Alessandria, Asti,Novara,Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia.
Allo stesso si sono poi aggiunte note ministeriali e regionali esplicative, oltre all’indirizzo unitario che i Prefetti sono tenuti a garantire in ogni territorio.

Al fine di fornire prime indicazioni  alle cooperative e ai datori di lavoro, si evidenziano alcune delle misure in vigore dall’8 marzo 2020, a cui ci si dovrà attenere:

  1. E’ vero che posso concedere ai dipendenti il “lavoro agile” senza fare un accordo individuale?

Con riferimento al nuovo DPCM 1° marzo 2020, la modalità di svolgimento  del lavoro agile, disciplinata dagli artt. da 18 a 23 della legge 81/2017, può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza, dai datori di lavoro ad ogni rapporto di lavoro, nel rispetto dei principi adottati dalle menzionate disposizioni, sull’intero territorio nazionale,  anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti. E’ necessario rispettare comunque gli obblighi di informativa in materia di sicurezza, che possono essere assolti per via telematica, anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile dall’INAIL sul proprio sito.

2) Posso coprire con ferie e permessi le assenze dal lavoro derivanti dalla sospensione lavorativa?

Si, preferibilmente con la condizione che il lavoratore sia d’accordo. E’ comunque sempre preferibile accedere agli ammortizzatori sociali disponibili.

3) Ho diritto ad accedere ad ammortizzatori sociali per il personale a casa? Quali?

Si,  possono accedere alla CIGO (Cassa integrazione guadagni ordinaria) direttamente le aziende industriali/edili o, tramite il FIS, le aziende del terziario/commercio con più di 15 dipendenti. La causale sarà evento EONE (evento oggettivamente non  evitabile) per effetto di un provvedimento della Pubblica Amministrazione.

Per le aziende non coperte da tali ammortizzatori sarà possibile accedere alla Cassa in Deroga in base all’accordo raggiunto nella Regione Emilia Romagna il 6 marzo 2020, operativo, ad oggi, per il periodo dal 23.2 al 22.3.

4) I dipendenti possono rifiutare di andare presso terzi/clienti?

Si, ma solo nella zona rossa.

5) Come ci si deve comportare per la gestione delle insegnanti e degli addetti della segreteria di un nido chiuso?

Se il nido è chiuso, tutto il personale (educativo ed amministrativo),  si asterrà dal servizio e sarà posto in ferie o preferibilmente in godimento degli ammortizzatori sociali.

6) Come ci si deve comportare nella gestione di una mensa scolastica (chiusa) in merito all’integrazione salariale?

Se la scuola  è chiusa, la mensa non sarà operativa in quanto “colpita” indirettamente dai provvedimenti restrittivi. Quindi  il personale addetto,  se non è possibile adibirlo ad altre attività, si asterrà dal servizio e sarà posto in ferie o preferibilmente in godimento degli ammortizzatori sociali, in particolare CIGO (CASSA integrazione ordinaria) richiesta per causale EONE (evento oggettivamente non evitabile) a zero ore o ad orario ridotto.

7) Come ci si deve comportare se le aziende clienti richiedono un’autocertificazione (da parte del presidente) attestante che le persone che svolgeranno servizio non sono infette?

Il presidente non può rilasciare autocertificazioni con il contenuto citato. Al massimo possono farlo, se lo ritengono, le singole persone, dichiarando che, al momento del rilascio della autocertificazione, non hanno i sintomi  del virus.

8) Alla mia cooperativa è stato impedito di fatturare “per decreto”. Ci occupiamo infatti di spettacolo e, per questo, abbiamo staccato l’ultima fattura a fine febbraio (anche se gli annullamenti delle date sono stati anche precedenti) e non fattureremo almeno fino al 3 aprile. Cosa dobbiamo fare?

Capiamo benissimo le difficoltà indicate, che rappresentano una sintesi di quel che, purtroppo, sta avvenendo a tutte le cooperative che si occupano di spettacolo, intrattenimento,  organizzazione di eventi.

E’ preannunciato un provvedimento governativo che dovrebbe chiarire le modalità di sostegno economico alle imprese che hanno subìto conseguenze economiche negative evidenti a causa dei blocchi imposti dal Coronavirus e la stessa Legacoop Romagna, unitamente alle strutture nazionale e regionale, sta pressando da giorni il Governo perché l’impegno di spesa sia ampio e facilmente attribuibile. In quel momento, naturalmente, sarà cura di Federcoop Romagna studiare al meglio il provvedimento e poi supportare le imprese nella fase di richiesta dei risarcimenti.

9) Avremmo necessità di indicazione sui comportamenti da tenere in merito a: limitazione dell’apertura al pubblico dell’ufficio; comunicazione da inviare ai fornitori per evitare i contatti personali e quindi preferire contatti telefonici e via e-mail; a fine marzo, come per tutte le cooperative, dovrà tenersi la riunione del consiglio di amministrazione per la redazione del bilancio e la convocazione dell’Assemblea ordinaria dei Soci: il consiglio deve adottare altre misure di incontro o evitarle? Vi sono disposizioni sul rinvio di ogni adempimento relativo alla redazione del Bilancio ed alla sua approvazione in Assemblea?

Quanto alle limitazioni, forse varrebbe la pena che suggeriste via mail e telefonicamente ai frequentatori (fornitori ed altri) della sede sociale di astenersi – in questa fase – dalle visite presso la stessa, anche individuando uno spazio intermedio (senza accesso diretto agli uffici, quindi) per la consegna del materiale di lavoro.

Il testo della comunicazione scritta potrebbe essere il seguente:

“…Con la presente siamo a  richiedere, nel rispetto delle disposizioni emanate dal DPCM 8 marzo 2020 e successive, di evitare in questa fase le visite presso la nostra sede, limitandoti a contatti telefonici ed all’invio di mail.  In ogni caso, vi fossero improrogabili esigenze d’incontro, preghiamo di voler telefonare al……. per fissare un appuntamento formale, che sarà nostra cura svolgere nel rispetto delle norme vigenti e del buonsenso cui tutti siamo chiamati. Preghiamo invece di voler evitare gli incontri estemporanei presso la nostra sede, evitando di recarsi presso la stessa senza preavviso alcuno.”.

Ad oggi non esistono ancora disposizioni formali sul rinvio degli adempimenti annuali. E’ possibile ed anzi auspicabile che vengano previsti nei decreti in elaborazione da parte del Governo rinvii e Legacoop Romagna, per il tramite di quella regionale e nazionale, li sta sollecitando con grande forza. Appena su questo vi saranno novità od aggiornamenti, sarà nostra cura comunicarvelo, provvedendo a supportarvi, come sempre, dal punto di vista consulenziale.

10) E’ possibile godere anticipatamente delle ferie che matureranno in corso di anno?

Si, se vi è accordo fra datore di lavoro e lavoratore. Ma è preferibile tracciare per iscritto, fra le parti, tale comportamento.

11) Quale è l’ammontare del trattamento di cassa integrazione riconosciuta dall’INPS?

E’ l’80% dello stipendio,  con un massimo di 939,89 euro al mese (quindi da frazionare a ore) per i soggetti che hanno una retribuzione lorda, compresi i ratei di 13° e 14°, inferiore a 2.159,48 euro; elevato a 1.129.66 euro al mese, da rapportare a ore, per i soggetti che hanno una retribuzione lorda mese, compresi i ratei di 13° e 14° superiore a 2.159,48 euro.

12) In quali casi interviene la cassa integrazione in deroga?

Per rispondere alla domanda riportiamo il comunicato in materia  diffuso dalla  Agenzia lavoro della Regione Emilia-Romagna:

NOTA CIG IN DEROGA – ART. 17 – DL 9/2020 “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”

In attesa che vengano emanate dal Governo ulteriori disposizioni per il sostegno al reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro o la cui attività è ridotta a causa dell’emergenza sanitaria, possono accedere alla cassa integrazione in deroga tutti i datori di lavoro privati di tutti i settori solo se non possono fruire in concreto di ammortizzatori ordinari di cui al D.lgs. 148/2015 (CIGS, CIGO, FIS e Fondi di solidarietà bilaterale), anche perché ne hanno già fruito nei limiti massimi previsti.

Beneficiano del trattamento di cig in deroga tutti i lavoratori con qualsiasi tipologia di contratto di lavoro subordinato, compresi i lavoratori agricoli e i soci lavoratori di società cooperative.

Possono accedere quindi alla CIG in deroga i datori di lavoro privati che:

– occupano da 1 a 5 dipendenti compresi, che non aderiscono ai Fondi di solidarietà bilaterale attivi, in quanto non hanno a disposizione alcun altro ammortizzatore sociale

– operano in settori esclusi da qualsiasi forma di sostegno al reddito

– occupano da 6 a 15 dipendenti compresi e accedono al FIS, solo nel caso in cui non possono beneficiare dell’assegno di solidarietà in quanto l’evento non è riconducibile alla causale di riduzione di eccedenze di personale derivanti da licenziamenti collettivi, plurimi o per giustificato motivo oggettivo

– occupano più di 15 dipendenti e accedono al FIS, solo se hanno già fruito dell’assegno ordinario nei limiti massimi previsti

– rientrano nell’ambito della CIGO, solo se hanno già fruito dei limiti massimi previsti e se non hanno disponibilità di ricorrere alla CIGS

– rientrano nell’ambito della CIGS solo se hanno già fruito dei limiti massimi previsti e che non hanno la disponibilità di ricorrere alla CIGO. Il comma 3 dell’art. 2 del Decreto del Ministro del Lavoro n. 94033 del 13 gennaio 2016 prevede la concessione della CIGS qualora la crisi aziendale sia conseguente ad un evento improvviso e imprevedibile esterno alla gestione aziendale

– pur potendo fruire degli ammortizzatori di cui al D.lgs. 148 del 14 settembre 2015 sopra indicati, i propri lavoratori che non possiedono i requisiti di accesso a tale disciplina

– aderiscono ai fondi di solidarietà bilaterale attivi, solo se hanno superato i limiti temporali del trattamento disposti dalla disciplina del fondo stesso.

 

Il trattamento di CIG in deroga decorre retroattivamente dal 23 febbraio.

Tutte le informazioni utili sulle modalità e sulla decorrenza di invio delle domande di CIG in deroga e della relativa modulistica e sull’evoluzione della normativa verranno pubblicate sul portale web dell’Agenzia regionale per il lavoro alla pagina http://www.agenzialavoro.emr.it/notizie/2020/cassa-integrazione-in-deroga-decreto-legge-n-9-del-2-marzo-2020

13) In riferimento all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ed alla chiusura di tutte le strutture sportive gestite direttamente dalla cooperativa o da società sportive controllate, si richiedono alcuni interventi di sostegno delle nostre Società che, come noto, vivono di entrate dirette dalla vendita dei propri servizi e che in questo momento, e non sappiamo per quanto, sono sospese. In particolare si chiede che: i Comuni e/o i privati, proprietari degli impianti in questo periodo rinuncino definitivamente ai canoni concessori; i lavoratori della cooperativa e i collaboratori autonomi (contratti sportivi) siano sostenuti con ammortizzatori sociali ad hoc che vanno da zero creati per decreto legge urgente in loro favore, visto che quelli già esistenti per gli altri lavoratori non sono loro applicabili; sia disposta una moratoria medio-lunga del rimborso del capitale delle rate dei mutui legati alla costruzione, ristrutturazione o rinnovamento di impianti di proprietà pubblica, con accollo ex lege da parte degli enti pubblici proprietari degli interessi passivi che nel frattempo matureranno; sia concesso un adeguato allungamento dei periodi di concessione degli impianti di proprietà pubblica, così da permettere un adeguato ristoro al danno già subito dai gestori; sia concesso un allungamento adeguato per gli ammortamenti di bilancio, fin dall’esercizio in corso, per evitare che i bilanci di esercizio 2020 delle SSD si chiudano in stato di insolvenza; sia offerto un contributo per il pagamento delle utenze energetiche fino a quando sarà possibile, si spera, riattivare i flussi di cassa una volta cessata l’emergenza; Sospensione del pagamento di noleggio attrezzature o royalty finalizzate ad attività e servizi interrotti a causa della chiusura delle strutture; Possibilità di contrarre mutui agevolati per sostenere manutenzioni straordinarie finalizzate alla riqualificazione dell’impianto e al contenimento dei costi nel momento in cui ripartirà l’attività.

 

Relativamente al contenuto del vostro appello che contiene svariate richieste, possiamo affermare, dalle anticipazioni in nostro possesso, che relativamente ai lavoratori, sia dipendenti che collaboratori, saranno garantite misure di sostegno. In particolare, ad oggi, per i lavoratori dipendenti, dovreste poter accedere alla cassa in deroga, secondo l’accordo regionale stipulato nei giorni scorsi, che il decreto preannunciato, dovrebbe estendere ad un periodo più ampio, oltre il 22 marzo.

Quanto alle richieste che chiamano in causa Stato e Comuni per la parte di loro competenza, le stesse sono già state inoltrate alla struttura nazionale di Legacoop, che le ha fatte proprie, aggiungendole alla piattaforma di richieste avanzate, nell’ambito dei tavoli di lavoro attivati.

Inoltre, gli istituti di credito si stanno già muovendo nella direzione da voi indicata, concedendo moratorie eccezionali collegate al rallentamento/chiusura delle attività per Corona Virus, sia sui mutui privati che di aziende. In particolare, è utile ricordare l’accordo ABI del 10 marzo 2020 (possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento dei prestiti concessi fino al 31 gennaio 2020 alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19”). In base allo stesso, la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere richiesta fino a un anno. L’allungamento dei mutui, per un periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento, che può arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento.

Per valutare questi interventi i nostri consulenti sono a vostra disposizione con contatti telefonici presso le sedi.

14) In questo periodo di chiusura forzata degli esercizi, occorre effettuare qualche operazione con i nuovi registratori telematici?

La situazione particolare che stiamo vivendo, può rientrate nella casistica indicata nell’allegato con le specifiche tecniche del RT in cui si dice che: “Nel caso di interruzione dell’attività per chiusura settimanale, chiusura domenicale, ferie, chiusura per eventi eccezionali, attività stagionale o qualsiasi altra ipotesi di interruzione della trasmissione (non causata da malfunzionamenti tecnici dell’apparecchio), il Registratore Telematico, alla prima trasmissione successiva ovvero all’ultima trasmissione utile, provvede all’elaborazione e all’invio di un unico file contenente la totalità dei dati (ad importo zero) relativi al periodo di interruzione, per i quali l’esercente non ha effettuato l’operazione di chiusura giornaliera”.

Pertanto, non sono necessari adempimenti o comportamenti particolari in seguito all’adozione del RT.

Semplicemente, così come avviene nel caso delle ferie programmate in condizioni normali, sono i RT stessi, una volta rilevato che la chiusura di cassa non è stata effettuata per oltre 24 ore, che interrompono le trasmissioni.

Alla riapertura dell’attività, prima di poter emettere il primo documento commerciale, sarà necessario generare un flusso di “assenza di dati”. Questa procedura, che materialmente viene espletata in maniera diversa a seconda dell’apparecchio utilizzato, sostanzialmente va a creare un file XML corrispettivi che segnala all’Agenzia delle Entrate che a partire dalla data dell’ultima chiusura di cassa regolarmente effettuata, e fino alla riapertura, non sussistono corrispettivi.

Si ricorda che gran parte dei RT dispongono di automatismi che producono automaticamente la trasmissione “assenza di dati”, mentre altri forniscono un alert segnalando all’operatore che tale operazione deve essere compiuta, con modalità proprie per ciascun RT.

Si consiglia, pertanto, di verificare le istruzioni dell’apparecchio utilizzato per essere consapevoli di quale meccanismo lo stesso adotti, meccanismo che è lo stesso nel caso di chiusura infrasettimanale. Non rileva infatti, in alcun modo, la durata del periodo di chiusura.

FAQ raccolte fino al 13/3/2020 a cura di Federcoop Romagna